martedì , 26 settembre 2017
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Rugby a Foggia, lo sport per i figli di un Dio minore

Foggia – Nonostante il rugby sia uno degli sport in maggiore ascesa negli ultimi anni, la nostra città sembra non essersene accorta. Eppure in 4 anni il C.U.S. Foggia rugby, l’unica squadra della Capitanata, milita nel campionato federale di serie C con risultati sorprendenti, portando con onore il nome della nostra città per tutta la Puglia e, da quest’anno, persino in Calabria. Il secondo posto attuale in classifica, frutto di 14 vittorie, 2 pareggi e 3 sconfitte, parla da sé… eppure a seguirci sono sempre i soliti “affezionati” e anche gli organi di informazione, escludendo alcune piacevoli eccezioni, passata la “novità” della nascita a Foggia di questo sport, si sono dimenticati di noi. Ciò non può che rammaricarci, ma ben più grave è l’atteggiamento delle istituzioni che sembra non si siano neanche accorte della nostra esistenza.

“Ci hanno obbligato a giocare la mattina, nonostante alcune delle squadre del nostro campionato provengano dalla Calabria e dal Salento, dovendo così svolgere il consueto “terzo tempo” nella piccola stradina adiacente al campo (praticamente in mezzo la strada) per liberare presto l’impianto”, si legge nella nota stampa. “E’ capitato finanche che, a causa del passaggio di una gara podistica nei pressi dell’impianto, volevano negarci l’accesso al campo, in quanto i rappresentanti della polizia municipale non sapevano dello svolgimento del nostro impegno di campionato e, addirittura, dell’esistenza del rugby a Foggia. Ma il totale disinteresse verso di noi si è palesato in modo evidente la scorsa settimana, quando noi, atleti del Cus Foggia Rugby, per garantire il regolare svolgimento della partita di campionato, in programma la scorsa domenica tra il Cus Foggia Rugby ed il quindici del Trepuzzi, abbiamo dovuto sopperire personalmente all’incuria in cui versava (e versa tuttora) il terreno di gioco del campo comunale “Degli Ulivi”. Lo scorso sabato, infatti, dopo esserci trovati, in maniera del tutto casuale, con alcuni compagni di squadra al ‘Degli Ulivi’, abbiamo trovato, a meno di 24 ore dalla partita in programma con la capolista, il campo di gioco in condizioni a dir poco pietose: il terreno, già abbandonato da moltissimi anni e privato di qualsivoglia tipo di intervento di manutenzione, è costituito ormai più dalla “dolorosa” ghiaia (e per un giocatore di rugby il contatto con il terreno è inevitabile!) che da terra, presentando, addirittura, un folto strato di “erbaccia”, che in alcune zone raggiungeva il metro di altezza. Per ovviare a questo problema e ad una certa sconfitta a tavolino, dovuta all’impossibilità di svolgere una partita su quel terreno, siamo stati costretti ad intervenire sul campo, con mezzi propri e di fortuna e finanche con le mani, affinché i più di 300 km affrontati dalla squadra avversaria non fossero stati vani".

"Nonostante i nostri sforzi, economici e fisici, per tutto il sabato pomeriggio e la domenica mattina presto, il terreno rimaneva comunque indecente, e soltanto la comprensione dell’arbitro e degli avversari hanno reso possibile lo svolgimento della gara, nonostante l’alto tasso di pericolosità per l’incolumità fisica dei giocatori di entrambe le compagini dovuto ad un terreno inadeguato”.

Siamo stanchi di doverci vergognare, di doverci giustificare e di essere presi in giro da tutte le squadre del nostro campionato per colpe non nostre, e pretendiamo la stessa considerazione riservata agli altri sport della nostra città. Pur capendo le difficoltà (amministrative ed economiche) in cui versa la città di Foggia, – conclude la nota – pretendiamo che chi di dovere svolga coscienziosamente il proprio compito o che, quanto meno, abbia il buon senso di avvisare in tempo utile eventuali inadempienze.Noi che, in questa circostanza siamo intervenuti (e l’avremmo fatto anche meglio se avvisati in tempo utile) spinti esclusivamente dalla passione per questo sport, ci chiediamo: ma chi ha la competenza di risolvere queste eventuali problematiche e che deve dare risposte a noi cittadini lo fa con la nostra stessa passione? Scusate la domanda retorica.” (Il Grecale – Red/Fg05)

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