lunedì , 11 dicembre 2017
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Renzi e 5 Stelle al tavolo delle grattatine

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di Adelmo Monachese

L’incontro tra Renzi e i rappresentanti del Movimento 5 stelle del 17 Luglio passerà alla storia per la frase del premier:”Tra la nostra proposta complessiva e la vostra non c’è il Rio delle Amazzoni. C’è un ruscello che non è detto che riusciremo a colmare”, detta così, come se parlasse di flusso mestruale. Questa è la frase clou, immaginate il resto. L’incontro, nato per confrontarsi sulle riforme, ha visto momenti di disaccordo, qualche apertura, molti bisticci. Chi ha esperienza di riunioni di Fantacalcio potrà farsi un’idea abbastanza precisa. Le preferenze, ad esempio: per i grillini le liste bloccate non danno diritto di scelta ai cittadini, tranne per Casaleggio che già sceglie i loro, ma mica può fare tutto lui. La questione è stata definita “uno scoglio” dal presidente del Consiglio, salvo poi correggersi: “Scusate m’è parso di sentirmi chiedere cosa volessi per pranzo”. Sul premio di maggioranza c’è stato accordo, se per accordo intendiamo che all’idea di beccare il premio di maggioranza hanno iniziato tutti a ululare sbavando. La pluricandidatura resta un acerrimo nemico dell’M5S che ha chiesto che chi si candida su un territorio non lo faccia anche altrove, sottolineando che le pluricandidature non esistono negli altri Paesi europei (qui i 5 stelle si sono dati la zappa sui piedi perché nemmeno loro esistono negli altri Paesi europei). Renzi, scrutando l’orizzonte, ha declamato perentoriamente: “Da pluricandidature derivano pluriresponsabilità. Questa la twitto”. Sul Senato non elettivo c’è contrasto totale perché il governo auspica un’aula di Palazzo Madama come un’istituzione di secondo grado composta da: sindaci, consiglieri regionali, Mara Maionchi, J-Ax, Morgan, Carlo Cracco e Rudy Zerbi.
L’immunità parlamentare è ancora un importante cavallo di battaglia delle campagne elettorali dei pentastellati che hanno ottenuto da Renzi la seguente concessione: “Se c’è l’accordo di tutti sono disponibile a parlare dell’immunità”, lo stesso comportamento che aveva il secchione di turno a scuola che, quando c’era sciopero, diceva: “Se non entra proprio nessuno non entro anche io”. Alla fine entrava perché, a parte nessun’altro, c’era sempre uno che entrava: lui. Per questo Renzi in Europa precisa sempre di non avere bisogno di fare i compiti a casa perché lui era attento in classe, soprattutto quel 18 Gennaio 2014 in cui alla scuola PD di Via del Nazareno, vista la mancanza di maestri, seguì la lezione di un supplente d’eccezione: Berlusconi.

 

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