venerdì , 20 ottobre 2017
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Quando il gioco si fa duro, Wanda Nara smette di giocare.

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di @AdelmoMonachese

E’ stato arrestato a Santo Domingo il boss latitante della ‘ndrangheta Nicola Pignatelli, inserito nell’elenco dei cento articoli già pronti di Saviano. Peccato per il precedente arresto di Dell’Utri che avrebbe tanto voluto scalare il rankig di pericolosità per smentire l’opinione corrente che l’Italia non è più competitiva nelle competizioni internazionali. Intorno a questi avvenimenti succedono sempre cose strane: al porto di Gioia Tauro è stato sequestrato un container con 235 kg di cocaina purissima per il valore di quasi 47 milioni di euro, il budget del weekend di Lapo Elkann. Quando gli investigatori hanno fatto un esempio per spiegare l’entità del sequestro dicendo che corrisponde a una striscia pronta per lo sniffo lunga 45 km, è arrivato l’appello di Maradona contro Equitalia perché gli impedisce di tornare nel nostro Paese, non so se questa dichiarazione sia arrivata precisamente prima o dopo l’esempio dei 45 km. Le coincidenze non terminano qui perché tutta quella cocaina era nascosta in un container che trasportava banane dell’Ecuador, e quale è stato il fenomeno della settimana? Il calciatore del Barcellona Dani Alves che, durante una partita, ha raccolto una banana lanciatagli dagli spalti e ne ha mangiato un pezzo, dando il via alla campagna virale di selfies bananati. Vip da tutto il mondo si sono fotografati insieme a una banana e hanno postato lo scatto sul web, un gran peccato che proprio ora che c’era bisogno di lei, Wanda Nara abbia abbandonato Twitter. Si è detto inizialmente che era un’idea contro il razzismo, poi è arrivata la conferma che era una pubblicità di t-shirt. Oppure era la pubblicità di container di banane dell’Ecuador? Dalla Spagna hanno fatto sapere che il tifoso che ha gettato la banana in campo è stato arrestato e gli sarà vietato l’ingresso negli stadi a vita. Ma se non è stato un gesto razzista bensì una trovata pubblicitaria allora quella era solo un’azione da copione e quel poverino non andava squalificato, oltre dal danno la beffa. Sono sicuro che all’agenzia pubblicitaria che ha ideato questa genialata il lancio del frutto l’avranno affidato a uno stagista non retribuito. Ogni evento che mistifica la realtà ha il suo Lee Oswald. Dopo tutte queste cazzate è ovvio che l’agenzia climatecentral.org ci tenga a dire: “Ragazzi, guardate che Aprile 2014 è stato il mese più inquinato di tutta la storia”. La situazione dovrebbe però migliorare dopo un’altra notizia: è morto mentre era ai domiciliari Emilio Riva, lo storico patron dell’Ilva che, si pensa, brucerà tra le fiamme delle acciaierie dell’inferno. Non è un buon periodo per i capitani di industria italiani, prima Berlusconi ha dovuto smentire le voci di vendita del Milan: “Non vendo. Il Milan vale 500 milioni”, che noia sti vecchietti che ragionano ancora in lire. Guai anche per Domenico Dolce e Stefano Gabbana che sono stati condannati a un anno e sei mesi per una maxi evasione fiscale realizzata con un’operazione di esterovestizione. E’ stato inutile sostenere che secondo loro l’esterovestizione fosse una nuova tecnica sartoriale.

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