giovedì , 16 luglio 2020
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PoeziBao

Illustrazione di Stefania Guerra per PoeziBao

 

Ciao,

tra 5 minuti sarai su un albero. Tipo quelle case sull’albero all’Huckleberry Finn. Tipo.

Oppure – meglio – in una piazza di una qualsiasi località di mare dove c’è il caricaturista che per 15 euro vi fa un ritratto come cazzo gli pare. Ecco. diciamo che la storia della casa sull’albero serviva per farti arrivare almeno fin qui, fino al caricaturista. Ora ti dico, ora ti spiego. Io sono un poeta, almeno così dicono gli altri ed io alla fine ci ho creduto. E faccio una cosa folle. Il caricaturista prende di mira il tuo naso e poi ci disegna la tua faccia attorno. Bene. Io faccio più o meno la stessa cosa. Io faccio che tu mi dai una parola ed io ci costruisco una poesia attorno. Ora sta tutto a capire se ti piacerebbe avere una poesia tua. Da appendere in casa e dire agli amici a cena “ehi! io c’ho una poesia tutta mia appesa in sala da pranzo”. Oppure una roba tipo quando dovete fare un regalo originale e non sapete più che cazzo regalare. Per me va bene uguale. Ognuno ci fa quello che vuole con le poesie che mi comprano. Io le migliori prima o poi le pubblico in un libro. E di libri ne ho già pubblicati un po’.

Insomma funziona così, tu mi dai una parola, mi dici a che ti servirà la poesia (un regalo a mammà, un regalo a lui, un regalo a lei, un regalo a pinco palla, da appendere in bagno, in camera da letto o dove ti pare, insomma una roba così) ed io con i miei tempi te la mando. Il compenso poi lo decidi tu. Un po’ come quando ti lavano i vetri al semaforo, per intenderci. Tranne se non la vuoi originale autografa che poi ne parliamo, magari.

‘Sta roba qui, insomma. Se la poesia aggiunge qualcosa alla tua vita il prezzo lo fai tu ché mica so quanto vale la tua vita e tutte le tue storie.

Qui ti lascio alcune poesie scritte di recente. Quando leggi “a…” è che il tizio o la tizia ha giocato a questo gioco.

Se vuoi giocare a questo gioco inviami una parola, una parola sola, a raffaele_niro@libero.it

Sotto le poesie trovi anche chi sono, insomma le cose che ho scritto più che altro. Le cose che ho fatto.

Io mi chiamo Raffaele, e tu?

 

Insieme

a Michele Z.

C’è un gran bisogno

D’incontrarsi

D’incontrare se stessi

Nella conferma degli altri

 

Nel gomito di una via

Nel palmo di una piazza

Ad un incrocio di occhi

Nelle carte di Dio

 

Tra le cose che non vediamo

Comunque esposti

Alle leggi del desiderio

Nell’eterno tentativo

Di tradurre – e comprendere –

Con le parole del tempo

La direzione del vento

Di questo sentimento

Comune

E insieme

Siamo finiti

Conclusi

Reciprocamente

In questa sorgente

@@@

 

Sereno

a Imma D.P.

 

Un argine all’ignoto
È la consolazione del pianto
Un’impercettibile urgenza
Che si accorda all’incanto
Del momento

È un antico presagio
Come abbracciare
Tuo figlio o il padre
Simile all’eterno pregare
Il focolare

E quando le labbra
Cambiano colore
Si apre il legno e gemma
Un po’, un po’ d’amore
Nelle dimore

Più o meno
Come arrabbiarsi
Per qualcosa d’importante
Facile a dimenticarsi
Nei polsi

E non si sa come
Né quando
Ma si apre il cielo
E qualcosa ti sta onorando
Quel secondo

In fondo basta
Che diventi sereno
Non proprio tutto
Ma quel momento almeno
In seno

@@@

Labbra

a Lucia C.

Intere flotte di luce
Si muovono nei pensieri
Laterali
Ai desideri inespressi

Così vivace come sali
Sciolti nell’acqua
Degli abissi umani

E fluttua dalle mani
L’anima del mondo
Che accarezza le labbra
Delle persone che ami

Quando spasima
Sibilando lontano
La purezza che slabbra
Arcane preghiere
E legami

@@@

 

 

Raffaele Niro per la poesia ha pubblicato L’attesa del padre (Transeuropa, 2016, 2017² – Premio Minturnae); Lingua di terra (La Vita Felice, 2013); Carte d’identità (Sentieri Meridiani, 2011); Cartacanta (Edizioni Di Salvo, 2009 – Menzione Speciale Premio Montano). Sue poesie sono tradotte in Austria, Cile, Messico, Nicaragua e Spagna.

È presente nel censimento della poesia italiana under 40 di PordenoneLegge, nell’atlante dei Poeti Contemporanei Ossigeno Nascente tenuto dal Dipartimento di Filologia Classica E Italianistica Alma Mater Studiorum dell’Università di Bologna.

Ha curato l’antologia Sotto il più largo cielo del mondo. Trenta poeti dauni con Canio Mancuso (Besa, I quaderni dell’Orsa, 2016).

Da alcuni anni conduce un laboratorio poetico di scrittura e lettura creative per bambini e ragazzi denominato il Cantiere delle parole bambine.

Realizza videopoesia e documentari video-poetici tra i quali Il canto del pane di Varujan e Claudio Damiani – La Miniera che hanno ottenuto diversi premi e riconoscimenti.

È ideatore e direttore artistico del festival DauniaPoesia dal 2010.

È ideatore e direttore artistico del festival delle piccole cose dal 2016.

È membro del Comitato Scientifico della Commissione “Capitale della Cultura 2021” del comune di San Severo.

 

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