venerdì , 20 ottobre 2017
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Mai domi, sempre fieri. Vi racconto gli Ultras

Oggi parliamo con il dodicesimo uomo in campo! Per cercare di capire meglio questo mondo abbiamo chiesto ad uno dei membri storici di un gruppo ultras foggiano di fare un bilancio e provare a spiegare, a noi che la vediamo da fuori, cosa significa avere la mentalità Ultras. Lui ci ha provato con notevole sforzo, perché essere Ultras non è un hobby ma un modus vivendi che non si racconta, si vive. Voi che leggete, invece, siete pregati di sforzarvi di capirlo.

UNICI-IDEALI-DA-DIFENDERE-KINNO-1

Parlare di ultras oggigiorno potrebbe far storcere il naso a molte persone perché il quadro dipinto dai mass-media, soprattutto negli ultimi anni, non è stato di certo roseo. E la gente bada quasi sempre alla forma e mai alla sostanza.
Non ci piace autocelebrarci né elogiare quello che in tanti anni abbiamo fatto. Perché ciò che conta nel nostro mondo non è apparire ma ESSERE!
Da anni gli ultras foggiani hanno cercato di portare avanti una certa mentalità e un certo stile che ci hanno fatto guadagnare la stima e il rispetto di tante tifoserie. Mentalità ultras…concetto non facilmente comprensibile per chi non appartiene a questo “mondo”.
Essere ultras significa tante cose. Una parola sola che in sé racchiude tanti concetti: passione, sacrifici, senso di appartenenza alla città, attaccamento alla maglia.
Nel nostro piccolo abbiamo sempre rappresentato la nostra città in lungo e in largo per l’Italia; trasferta dopo trasferta abbiamo sempre cercato di portare avanti il nome di Foggia, tra momenti alti e momenti bassi. Non sto qui ad elencare gli episodi accaduti perché, come detto prima, questi sono presenti in ognuno di noi e in chi li ha vissuti personalmente e non vanno sbandierati ai quattro venti. La nostra non è una chiusura, non è un atteggiamento spocchioso nei confronti degli altri come qualcuno pensa, non è una manifestazione di “superiorità” ma semplicemente la vera mentalità ultras è questa: fare i fatti e non parlare a vanvera.
Purtroppo oggi, soprattutto con il proliferare di internet e dei social network tutti si atteggiano a fare gli ultras…ma di ultras veri ce ne sono davvero pochi perché chi vale lo deve dimostrare sul “campo” e non a chiacchiere e parole buttate al vento. Tutti allo stadio cantano “NOI NON SIAMO NAPOLETANI” ma poi a Napoli in trasferta vanno solo quelli che credono realmente in ciò che fanno e dimostrano con i fatti quello che la maggior parte delle persone, invece, dimostra solo con le parole.
Ecco…ultras è questo: un misto di coerenza, compattezza e stile!
Compattezza sì….perché chi fa parte di un gruppo ultras è prima di tutto un fratello poi un amico. E’ un fratello perché si condividono insieme tante cose…7 giorni su 7; perché ognuno di noi sa che, nei momenti di difficoltà, può contare sempre sull’appoggio e il sostegno dell’altro.
Nonostante tutte le difficoltà avute nel corso degli anni siamo ancora presenti e siamo vivi più che mai, a dispetto dei tanti che ci credevano e volevano morti. Indipendentemente da tutte le vicissitudini societarie non abbiamo mai fatto mancare il nostro sostegno perché essere ultras significa anche questo: sostenere la propria squadra indipendentemente dalla categoria di appartenenza; ed è questo ciò che differenzia l’ultras dal semplice tifoso. Anche se il Foggia andasse in terza categoria noi saremmo sempre lì….l’attaccamento alla maglia e alla città si vede in questo. Contro tutto e tutti.
Dopo anni di sofferenze, gioie, momenti goliardici e tristi noi siamo ancora presenti e continueremo a farlo. Consapevoli della situazione di grande “crisi” che sta colpendo l’intero mondo ultras, tra tessera del tifoso e repressione spietata. Noi non molleremo mai, andremo avanti sempre per la nostra strada e continueremo a portare in alto l’onore di Foggia, in nome di quella “foggianità” che è dentro di noi e che è un sentimento e un privilegio di pochi….quei pochi che spesso vengono criticati ma che, malgrado tutto, portano ancora avanti una passione che infiamma il cuore!

John K

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