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Luttazzi replica. E fa sempre discutere

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12 Marzo 2015, Luttazzi torna in tv. Da Santoro.E’ la replica del suo monologo a “Rai per una notte” ma la notizia, per il mondo della satira italiana, ha avuto la stessa eco improvvisa delle dimissioni del Papa, ma al contrario. Perché in questo caso si tratta di un gran ritorno, quello di Daniele Luttazzi, quello che ha pagato più di tutti. Dal vivo è impossibile vederlo, su Twitter ha un bel 0 spaccato alla voce Following, contattarlo è impossibile. L’unica apertura è stata l’intervista concessa a Daniela Ranieri per il Fatto Quotidiano in occasione dell’uscita del suo secondo libro in allegato con il giornale, per la seconda volta. Dopo l’esperienza con “Lolito. Una parodia” in edicola con il Fatto Quotidiano nel 2013 (libro che mi procurò una lunga, ripetitiva e faticosa conversazione con una edicolante peruviana in zona Città Studi a Milano perché volevo assicurarmi che mi tenesse da parte una copia, ‘tacci sua), a Febbraio 2015 è uscito “Bloom. Porno-Teo-Kolossal” . Un ritmo di produzione molto rallentato per uno come lui che aveva abituato il suo pubblico a una prolificità senza paragoni. Dopo “La guerra civile fredda” del 2009 è arrivato, oltre ai due testi sopradetti, solo la “Quarta necessità” nel 2011, un fumetto realizzato con i disegni di Massimo Giacon e, nel 2010, l’ “Almanacco Luttazzi della nuova satira italiana 2010″, una selezione di battute di autori esordienti che Luttazzi ha realizzato dopo l’esperienza della “Palestra” di satira ospitata sul suo sito, ora chiuso. Da quella esperienza è nato il blog del collettivo satirico Acido Lattico.org, fondato a ottobre 2011. Sostenitori, studiosi e ammiratori di Daniele Luttazzi, i ragazzi di Acido Lattico ora camminano sulle proprie gambe con il blog e una pagina Facebook con al momento 15.698 like e, dal 2012 hanno dato vita ad un altro progetto, Lercio, con 312.540 like, milioni di contatti sul sito e un libro edito per Rizzoli: “Un anno Lercio”. A Febbraio la notizia di un nuovo lavoro dell’artista romagnolo ci ha messi di fronte a un dubbio: comprare o non comprare il libro? Dubbio che questa volta si arricchisce, oltre alle normali valutazioni qualità/prezzo, anche delle conseguenze morali seguite al caso riassumibile in “Luttazzi copia?”. Basta lungaggini, stiamo parlando di satira e la satira ha capacità di essere sintetica e diretta, eccovi quindi una lista fornita dai tipi di Acido Lattico e Lercio con le motivazioni a favore o contrarie all’acquisto delle nuove pagine di Luttazzi.

 

Compratelo per non trovarvi impreparati alle imminenti dimissioni del papa.
Non compratelo, in questo periodo non ci sono zanzare.
Compratelo per arricchirvi il cervello.
Non compratelo perché rimarrete comunque dei poveracci.
Compratelo perché non è Zelig.
Ah, siete fan di Zelig?
Compratelo perché un libro è pur sempre un libro.
Non compratelo se non sapete che cazzo sia un libro.
Compratelo, tanto non arriverete comunque a fine mese.
Compratelo, in casa avrete sicuramente un tavolo traballante.
Compratelo, così trovate tutti i plagi e potrete aprirvi un account anonimo per sputtanarlo.
Non compratelo perché poi nessun vostro amico crederà che quel contatto sia vostro.
Compratelo. E poi leggetene una pagina al giorno da Martedì, così non pensate al prossimo governo Berlusconi.
Non compratelo. Mi hanno detto che c’è intelligenza dentro, potrebbe farvi male!
Compratelo perché è di Luttazzi. Non compratelo perché in realtà non lo è.
Compratelo. Così da portarvelo al seggio e leggerlo mentre siete in cabina.
Compratelo perché se si suicida non vi sentirete in colpa.

Non compratelo perché potrebbe già averlo fatto.
Compratelo perché non ha formato una lista civica.
Non compratelo, non fidatevi di quelli di Acido Lattico.
Compratelo e scoprite chi l’ha scritto.
Compratelo, è un libro a cinque stelle. Ops.
Compratelo, costa meno di un DVD di Grillo.
Non compratelo, fotocopiatelo.
Compratelo, è pieno di parole nude.
Compratelo, potrebbero esserci delle vostre battute!
Compratelo, potrebbero esserci battute originali!
Compratelo, perché i libri voluminosi fanno colpo sulle ragazze.
Non compratelo perché i libri voluminosi fanno colpo sulle ragazze con le tette piccole.
Compratelo per rimestare un po’ l’economia e combattere la stagflazione.
Non compratelo se siete allergici alla carta.
Compratelo per sfogliare pagine defecando, che la cultura fa bene anche in bagno.
Non compratelo perché potreste essere coinvolti in un uso criminoso di carta e inchiostro.
Compratelo per dimostrare a voi stessi che siete in grado di leggere 525 pagine.
Non compratelo perché non vi starà nel portafoglio.
Compratelo se avete bisogno di un fermacarte.
Non compratelo, non c’è neanche un po’ di cioccolata.
Compratelo se pensate che avrete indietro l’IMU.
Non compratelo, non ci saranno figure da colorare.
Compratelo se vi serve qualcosa da brandire facendo finta che sia una Bibbia.
Non compratelo, non è resistente all’acqua.
Se siete talmente insicuri che non avete ancora deciso, andate da un fioraio e comprate una margherita.
Compratelo e rivendetelo ai comizi di Grillo.
Compratelo, sarà più spassoso di un clitoride.
Non compratelo, non vi darà orgasmi.
Compratelo: ci sono cose che non avete sentito a Sanremo.

Grazie per i suddetti motivi a: Vittorio Lattanzi, Augusto Rasori, Davide Paolino, Rosaria Libera Freyia Greco, Fabio Bellacicco, Sergio Marinelli, Marco Bressanini, Il Democritico, Manuel Pica, Massimiliano, Rusgnak, Andrea Michelotto, Eddie Settembrini e Davide Marzorati.

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