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Le finali non finiscono mai

Il 19 Maggio a Monaco di Baviera verrà disputata la finale di Champions League. Ai tempi della scuola questo appuntamento significava una sola cosa: i giochi erano fatti. Chi aveva abbastanza sufficienze andava avanti, gli avrebbero provato come si sta nei panni di Ljajić quando nei pressi c’è un adulto con un’incazzatura degna di Delio Rossi. Ho pensato a come affronterei quella fase se la dovessi rivivere ora. All’esame d’italiano sceglierei la traccia libera per parlare di come la parabola di Andreotti sia simile a quella del nostro Paese che, proprio come lui, si trova agonizzante. Sembra che mentre si trovasse in rianimazione avrebbe chiesto ai dottori: “Trattatemi come un paziente normale”, peccato che non ci sia stato lì nessuno che abbia avuto abbastanza prontezza di spirito per rispondergli: “Va bene, lei è in arresto per associazione mafiosa e per il delitto Pecorelli”, il buon umore è la miglior cura, dicono. Maggio, quest’anno, è il mese della resa dei conti non solo per gli studenti ma anche per la politica: le elezioni sono andate male per tutti anche se sentirli parlare del risultato delle urne è come sentire le chiacchiere tra amici sull’oroscopo: “Se ci credi buon per te, io non lo consulto e vivo benissimo lo stesso”, certo è che stavolta per loro non è arrivato nessun aiuto dalle stelle, soprattutto Cinque. Chi non se la passa un granché, a proposito di Andreotti, è Bernardo Provenzano che ha provato a suicidarsi in carcere, mi chiedo se sia stato perché ha parlato troppo da solo.Voglio rivolgermi agli studenti che verranno respinti. Che sareste stati bocciati l’avevate già capito da come il professore aveva chiuso la porta dietro di sé la prima ora del primo giorno, ma l’ufficialità arriverà durante lo svolgimento dei campionati europei di calcio. Ecco cosa vi prego di ricordare: non sperate in una vittoria dell’Italia per addolcire l’amara pillola da somministrare ai vostri genitori. Una delle volte che il sistema scolastico nazionale non riuscì a scorgere in me nessuna dote intellettuale, nemmeno nascosta, decidendo di lasciarmi un ulteriore anno tra i banchi di scuola, presi la decisione, prospettando una vittoria facile e un clima più favorevole per me, di comunicarlo ai miei dopo Corea del Sud-Italia. Era il 2002. Fummo Eliminati. Moreno, l’arbitro di quella partita, in seguito fu condannato a due anni e sei mesi di carcere per traffico d’eroina. La vita ti pone sempre avanti alla tua finale di Champions League.

Adelmo Monachese 11.05.2012

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