martedì , 12 dicembre 2017
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L’attore più nudo della storia del cinema italiano

 

Sig. Rossi, come è nato questo osservatorio? Boldi è stato il focus iniziale o avete avuto un approccio iniziale più generalista?

L’idea è nata mentre lavoravo a una ricerca commissionata dal Governo Renzi sull’impatto che ha avuto la crisi economica sui personaggi vanziniani. Alla prima apparizione di Boldi senza vestiti sono rimasto folgorato, il suo corpo nudo racchiudeva tutta la bellezza del mondo. Dopo quell’apparizione mi sono ritrovato a guardare i suoi film come se fossero dei porno: saltavo le parti di trama alla ricerca delle sue nudità. Ma senza trarne piacere sessuale, si trattava di qualcosa di molto più elevato. Oserei dire divino.

Boldi ha raccontato di una sliding doors di fronte alla quale si trovò a rifiutare il ruolo di protagonista in un film Disney che poi fu affidato a Robin Williams. Pensa che se avesse accettato quel ruolo la sua nudità cinematografica ne avrebbe risentito?

Credo di no. La sua voglia di apparire come mamma l’ha fatto è qualcosa che non si può fermare (rasenta quasi l’esibizionismo). Posso però affermare con certezza che avremmo potuto godere di film Disney molto più interessanti.

Come si svolge il lavoro nel vostri centro studi? In quanti siete?

Partiamo col dire che parlare di lavoro mi risulta difficile. Stare tutti i giorni a stretto contatto con il corpo di Boldi è un piacere e un privilegio. Il nostro obiettivo è portare alla luce tutti i nudi cinematografici di Boldi, e per farlo abbiamo solo un modo: guardare e riguardare i suoi film, anche quelli dimenticati. Per ora siamo nei nostri uffici siamo in sei, ma stiamo cercando nuovo personale perchè la mole di nudi da scovare e analizzare è molto alta.

Come distinguete un Boldi nudo autentico da un falso Boldi nudo? Di quali strumenti vi servite per accertarvi che non si tratti di una controfigura?

Non servono strumenti. Un nudo originale del Maestro regala emozioni e sensazioni che un falso non è in grado di suscitare.

14449813_1915856881975024_177460697191296812_nQui la gallery completa costantemente aggiornata dal centro studi

E’ vero che sono venuti da Hollywood a studiare il vostro lavoro?

Confermo. Siamo stati contattati da alcune persone vicine a Quentin Tarantino che erano interessate al nostro studio. Ci hanno chiesto tutte le immagini raccolte finora perchè pare che il regista, da sempre grande fan del nostro cinema, sia intenzionato a dirigere un film sulla vita del Cipollino.

Un mese fa avete ricevuto minacce da fondamentalisti islamici che vi hanno accusati di promuovere la nudità e il turpiloquio. Quale è stata la vostra rezione?

Ahimè sì, è successo. Come abbiamo reagito? Nello stesso modo in cui avrebbe reagito Boldi: con una bella scrollata di pene. Devo però dire che le minacce peggiori sono arrivate dai seguaci di Christian De Sica, che ci accusano di portare avanti il nostro studio per mettere in ombra l’attore romano e per farlo apparire meno attraente del Maestro.

Dopo Boldi cosa sarà del cinema italiano? C’è qualcuno pronto a coglierne l’eredità?

Al momento non vedo nessuno degno di succedergli. Ma sarebbe da stolti affermare che in futuro non possa nascere qualcuno in grado di replicare le sue gesta. Certo è che se si ritirasse oggi dalle scene il panorama cinematografico italiano diventerebbe di colpo tetro e lugubre.

Lei non è un vero e proprio studioso di cinema, nelle precedenti interviste si è definito uno studioso di statistica prestato al cinema d’autore. Al termine di questo progetto tornerà alla statistica o cercherà nuove sfide nel cinema?

Lo studio che sto conducendo mi sta appassionando molto, quindi mi piacerebbe continuare ad operare in questo campo. A dire il vero, ho già in cantiere un nuovo progetto di cui posso svelare solo le coordinate generali: si tratta della biografia del massimo esponente del neorealismo italiano, Neri Parenti.

Massimo Boldi è significante o significato? Causa o effetto?

Boldi è tutto. Non si può etichettarlo in nessun modo.

Dovendo individuare un corrispondente femminile per condurre lo stesso studio, chi sarebbe il soggetto ideale?

Su questo non ho dubbi: Nadia Rinaldi.

Recentemente ci ha lasciati Dario Fo a cui nel 1997 venne attribuito il premio Nobel per la letteratura che fu ritenuto all’epoca, e da molti ancora oggi, quanto meno insolito ma che voleva sottolineare il grande valore dei suoi testi teatrali e della sua ricerca. Nel 2016 lo stesso Nobel viene assegnato a Bob Dylan, a conferma della volontà dell’Accademia svedese di allargare il concetto di Letteratura ad uno spettro più ampiamente inteso come Cultura. In questa ottica, le chiedo, è possibile ipotizzare che questo riconoscimento possa andare a incorniciare la carriera di un attore che ha fatto del suo corpo letteratura come Massimo Boldi o i tempi non sono ancora maturi per coglierne il genio?

Non solo è possibile, ma direi che è anche doveroso. Voglio svelarvi una cosa di cui sono a conoscenza soltanto pochissimi intimi di Boldi: già nel 2001 ha sfiorato il Nobel per la letteratura grazie al suo capolavoro “Bestia, che dolore!”. La delusione per la mancata vittoria lo aveva portato a ritirarsi dal mondo della scrittura. Fino a quest’anno, quando ha deciso di raccontarsi in “Le mie tre vite – Ridere, piangere, ricominciare”. Ecco, il valore artistico di questa opera dimostra una volta per tutte che il Cipollino è uno scrittore da Nobel.

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