martedì , 12 dicembre 2017
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La “mondiale Giovanna” Turchiarelli a ruota (anzi rotella) libera per ofalo.it

Incontriamo Giovanna Turchiarelli, la ventisettenne pattinatrice foggiana che dopo aver vinto le due tappe più importanti (Berlino e Buenos Aires) della World Inline Cup, il circuito mondiale di pattini a rotelle in linea, si è aggiudicata il titolo di Campionessa del Mondo. La competizione si è svolta in 14 località differenti in 10 paesi (Argentina, Corea del Sud, Francia, Germania, Italia, Polonia, Portogallo, Spagna, Svizzera e Venezuela) e riuscire a conquistare il titolo è significato per l’atleta foggiana consacrare una carriera già ricca di numerosi successi internazionali.
Ciao Giovanna, innanzitutto complimenti, proviamo a ripercorrere la tua carriera, hai iniziato a pattinare a sei anni, come è nata la passione per questo sport ?
È nata perché sin da piccola ho sempre avuto in me quella grinta e quella voglia di primeggiare che ancora oggi mi stimolano durante gli allenamenti e in gara. Un giorno una mia cugina portò a casa una coppa che aveva vinto ad una gara di pattinaggio e questo ha fatto scattare in me un qualcosa: quella coppa dovevo vincerla anche io.
Poi sono arrivati i successi, dai primi titoli provinciali del 1992 fino al titolo Mondiale, come ci si sente a stare sul tetto del Mondo?
Ho iniziato a vincere sin dalle mie prime gare. Vincere era il mio divertimento. Per me non esisteva la frase l’importante è partecipare. Sin da piccola il mio obiettivo era quello di arrivare davanti a tutti, ma non era una cosa imposta, tutto questo era possibile perché amavo stare sui pattini: loro davano un qualcosa a me ed io dovevo dare un qualcosa a loro,  era una specie di compromesso tra me e loro.
È normale che crescendo diventava sempre più difficile. Ci sono stati dei periodi molto duri a livello sportivo, vari problemi legati all’anemia, vari infortuni, non nego che a volte ho pensato di mollare. Ci sono state molte sconfitte e anni in cui non riuscivo più ad esprimermi al massimo, a divertirmi come avevo sempre fatto. Però tutto ciò mi ha dato la forza maggiore per andare avanti. Sono stati questi i miei stimoli maggiori. E così ho stretto i denti e ho pensato solo a raggiungere i miei obiettivi, senza farmi bloccare da niente e da nessuno.
E alla fine tutti i miei sforzi sono stati ripagati nel migliore dei modi. Ho raggiunto quello che da anni era il mio maggior obiettivo e al quale per vari motivi avevo sempre dovuto rinunciare.
È difficile spiegare come ci si sente. Sinceramente mi sento NORMALISSIMA, mi sembra quasi che ciò che ho ottenuto sia la giusta ricompensa per ciò che ho dato a questo sport, ma se poi mi soffermo a pensare mi rendo conto di come tutto ciò non sia così scontato. A volte nello sport come nella vita le cose  più belle arrivano quando meno te lo aspetti, quando ti dedichi con amore e pensi solo in positivo, quando non pensi al risultato, ma a stare bene mentre lo raggiungi!
La città di Foggia, le sue strutture sportive, la sua classe politica, i suoi abitanti, insomma il tuo essere foggiana quanto ti ha aiutata nel raggiungere l’obiettivo mondiale e quanto ti ha ostacolata?
Aiutata? Non mi sento di usare questa parole. Purtroppo qui a Foggia è difficile fare sport, sia a causa della scarsità o inadeguatezza o mancanza di strutture, sia a causa di alcuni ostacoli che a volte vengono posti da chi di sport non se ne intende e fa finta di intendersene.
Per fortuna, però, come per la maggior parte delle cose non si può fare di tutta un’erba un fascio. Infatti ho avuto la fortuna di incontrare persone che come me amano lo sport o semplicemente che ammirano ciò che faccio e che hanno saputo darmi una mano, un consiglio o semplicemente il loro sostegno.
Pensi che il tuo successo possa essere uno spot pubblicitario per il pattinaggio a Foggia, credi che possa crescere il numero di giovanissimi che si avvicinano a questo sport perché  “vogliono diventare come la Turchiarelli” ?
Io penso che sapere che anche a Foggia si può diventare campioni può stimolare l’interesse dei bambini, ma soprattutto dei genitori. Sono loro che comunque devono fare il primo passo per consentire ai loro figli di avvicinarsi allo sport.
Si sente parlare di campioni solo in tv e sembra tutto così irraggiungibile. Io non mi sento una campionessa e non mi sento diversa dagli altri ragazzi perché ho vinto un titolo del mondo, ma mi sento diversa da tutti quelli che non credono nei sogni, da tutti coloro che non lottano per raggiungere ciò che vogliono o semplicemente non hanno il coraggio di provarci..tutti possono diventare dei campioni e se la mia dedizione a questo meraviglioso sport può essere da stimolo per i più giovani non posso che esserne fiera ed orgogliosa.
Quali sono i prossimi obiettivi sportivi? Cosa rimane da vincere dopo il Mondiale?
Resta da vincere ancora tanto. Sono dell’idea che non è tanto difficile arrivare in cima alla montagna, ma riuscire a rimanerci. Ora devo dimostrare, a me stessa in primis, e poi agli altri che se sono arrivata così in alto non è stata fortuna. Penso che il difficile arrivi proprio ora. Ma finché una cosa la si fa con amore, pazienza, umiltà e caparbietà nulla è impossibile.
Per concludere: che regalo vorresti ricevere e che regalo vorresti che ricevesse la tua città?
Penso di essere una ragazza molto fortunata e di aver ricevuto già tanto, ma se proprio devo chiedere un regalo, sembrerà scontata come richiesta,  mi piacerebbe avere delle strutture idonee dove potermi allenare e dove poter far crescere il mio sport. Per la mia città? Spero possa risolvere i problemi degli ultimi periodi e che possa diventare una città più stimolante, più ricca di opportunità per i giovani, per evitare le fughe verso altre città che offrono molto di più.

A.T.+A.M.

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