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La caccia del Milan, la Roma, il Tg5: domenica di solitarietà.

Nell’edizione delle 13:00 di oggi 20 Ottobre 2013 il TG5 titolava così:

“IL #MILAN TORNA A VINCERE CACCIA ALLA #ROMA”

tg5

Ora, quell’a capo dovrebbe servire come da divisione di due diversi temi dello stesso argomento: la prima riga dovrebbe riferirsi alla partita già disputata Milan-Udinese 1-0; la seconda riga, invece, al resto delle partite dell’ottava giornata di Serie A ancora da disputare e che la redazione del telegiornale di Canale 5 ci descrive come una caccia alla Roma, cacciatori che tessendo una trappola che alla fine porterà all’inevitabile capitolazione della preda ad opera di uno degli esperti cacciatori che, magari, le ha dato addirittura un vantaggio iniziale solo per il divertimento di recuperarlo, come faceva il serial killer Robert Hansen raccontato nel film a lui ispirato “Il cacciatore di donne”. Diverso sarebbe stato… ah, dimenticavo, ecco un avviso che avrei dovuto fare all’inizio, rimedio ora: IN QUESTO TESTO NON SONO PRESENTI CONSIDERAZIONI TECNICO E TATTICHE SUL CALCIO. Diverso sarebbe stato parlare di inseguimento dove, a prescindere se avrà la meglio chi è inseguito o chi insegue, il ruolo più affascinante spesso è di chi fugge: per la libertà, per goliardia, per la salvezza. Chi era più simpatico: Lupin o Zenigata? Tom o Jerry? Usare l’immagine del cacciare fa porre l’occhio su chi è indietro. Non solo il verbo è l’oggetto della questione ma l’intero periodo e la sua contestualizzazione.

Il messaggio che fa passare sotto traccia il titolo è “Il Milan, che è tornato a vincere, ora va a caccia della Roma”, immagine figa, maschia, fa pensare al vigore della rimonta, favorito dal fatto che IL Milan, maschile, è predatore e LA Roma, femminile, è preda. Il principio attivo di questo messaggio, pronunciato con il tipico tono della domenica da “bollettino del campionato” offre la possibilità a chi lo vuole, a chi lo preferisce ed anche a chi magari in quel momento è un po’ distratto, di invertire la chiave di lettura: la Roma non è, al momento, la prima della classe e il Milan settimo (con le altre partite da disputare al momento in cui scrivo potrebbe perdere ancora altro posizioni), la Roma è solo una fortuita, inconsapevole e momentanea capo classifica e il Milan sta per andare a riprendersi la posizione che gli compete.

Il Milan confronto alla Roma ha 13 punti, 5 vittorie 8 goal fatti in meno e 2 pareggi, 3 sconfitte e 12 goal subiti in più eppure, attenzione, le sta dando la caccia. Un vantaggio, quello romanista, consistente che, però, forse, si sta affievolendo, non è quello reale, i sondaggi dicono che tra due mesi non sarà lo stesso; il linguaggio è lo stesso, se avete colto la penna dello stesso narratore.

Tenere alta la difesa contro le contraffazioni concettuali ventiquattro ore su ventiquattro è molto difficile: un conto è trovarsi avanti al carro armato elettorale che fa tremare le pareti di casa e che vi mette in un certo stato d’allerta critica, un conto è essere vittima di quei ladri di cui si sente ultimamente che si intrufolano in casa e senza che ve ne accorgiate nemmeno vi spruzzano lo spray narcotizzante. Quando ne avete subito l’effetto vi fottono. Lo spray narcotizzante: incolore, inodore e insapore si confonde in mezzo all’aria ma ha quella cosina in più. Il TG5: incolore, inodore e insapore si confonde in mezzo gli altri telegiornali ma ha quella cosina in più.

Il vero problema del berlusconismo è questo. Non questo che vi ho appena detto, non il fatto che molti pensano di aver capito tutto del fenomeno (e del Fenomeno) di cui l’Italia non riesce ad liberarsi perché non tutti sono arrivati al proprio grado di consapevolezza come ho spocchiosamente fatto io scrivendo questa riflessione con le solite cose. Il vero problema è che io alle 13:00 di domenica, col bel sole che c’era, stavo guardando la tv invece di essere di ritorno da un bel giro in bicicletta.

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