giovedì , 17 agosto 2017
Ultimi articoli
Home » featured » In favore della cannabis legale

In favore della cannabis legale

favore-cannabis-660x330

(articolo pubblicato in forma ridotta su Libero Veleno il 19 luglio 2015 con il titolo “L’erba di Salvini è sempre più figa” e contuto nel libro “I cuochi TV sono puttane” di Adelmo Monachese, edito da Rogas Edizioni)

“Sono personalmente contrario alla liberalizzazione della cannabis, sarei per la legalizzazione della prostituzione perché fino a prova contraria il sesso non fa male, la cannabis sì”. Matteo Salvini 2015.
“Noi ci rapportiamo alle tematiche della sinistra, dalla forte presenza statale alla liberalizzazione delle droghe leggere”. Matteo Salvini 1998, in un’intervista al giornale “Il sole delle Alpi”, quello che sorge in Albania e splende come dei diamanti della Tanzania.

Ecco la dimostrazione che qualche spinello potrebbe solo essere d’aiuto contro la demenza senile. Salvini ha voluto dire la sua sostenendo che il sesso non fa male e la cannabis sì perché dei parlamentari hanno firmato una proposta di legge per promuovere la liberalizzazione della cannabis. Firme equamente distribuite e, sentite qua, sono presenti anche alcuni esponenti di Scelta Civica. Mi viene il dubbio se tutta quella flemma mostrata da Mario Monti quand’era presidente del consiglio mentre l’Italia sembrava sull’orlo del baratro fosse solo frutto di tempra personale o se alla Bocconi avesse trovato qualcuno da cui rimediare roba buona per qualche occasione speciale. Non è stato molto cauto, perché anche il testo sulla liberalizzazione rimane molto severo su chi si mette alla guida di un veicolo sotto l’effetto della marijuana,
lui invece ha fatto di peggio non aspettando che gli passasse lo sballo prima di mettersi alla guida dell’Italia. Quando gli è sceso ha lasciato subito il posto a Letta e andava chiedendo in giro: “Ma sono stato io a fare questo?, 

“Si, Mario, lo abbiamo fatto insieme”,  gli ha risposto la Fornero in lacrime
non di commozione ma di irritazione oculare, perché a lei l’effetto le era preso proprio a male. “E tu chi cazzo sei?”, le ha risposto Monti che, dopo essersi reso conto di tutto, ha abbandonato il lavoro, l’insegnamento, il Bilderberg e la famiglia e ha iniziato a esibirsi come sosia di Ray Manzarek in una cover band dei Doors.

Mario Monti si diverte a suonare The end nelle vesti di Ray Manzarek

Salvini si è schierato dalla parte dei consumatori di sesso anziché di quelli più affezionati alla cannabis non per una spinta morale ma per una questione di calcolo elettorale che deriva da una semplice intuizione: gli arrapati sono più inclini a guadagnarsi la ricompensa rispetto ai fumati e in caso di referendum sul tema si metterebbero in fila un’ora prima dell’apertura del seggio, mentre chi fuma marijuana passerebbe la giornata a valutare attentamente, mooolto atten..ta…me..n..t..e se alzarsi dal divano per andare a votare, e a quell’1% di coloro che decidesse d’andare al seggio potrebbe venire l’idea geniale di usare la tessera elettorale per preparare i filtri. Tra l’altro non c’è bisogno di fare sondaggi per capire che la base della Lega è particolarmente incline alla riproduzione, come conferma l’antico proverbio “la mamma dei leghisti è sempre incinta”.
Salvini dunque afferma che il sesso non fa male, la cannabis sì. Infatti la prostituzione in Italia non è illegale, lo è il suo sfruttamento che avviene sempre tramite la violenza fisica e psicologica e l’intimidazione da parte di criminali nei confronti di donne che versano in condizioni di disagio e si
vedono sottrarre la libertà. Invece chi decide di coltivare la cannabis in casa o negli orti sociali (in Italia si può) non ha bisogno di minacciare o picchiare le piantine per costringerle a crescere e offrire le loro cime. Salvini dice che liberalizzare la prostituzione farebbe
bene alle casse dello Stato (sempre sperando che la voce di spesa non diventi una delle tante agevolazioni gratuite per gli onorevoli). Perché la liberalizzazione della cannabis no? In Italia il mercato della cannabis è stimato in 12 miliardi di euro annui, senza considerare tutto l’indotto di
snack e merendine.
Nella sua ultima relazione annuale, la Direzione Nazionale Antimafia ha denunciato apertamente, a proposito dell’azione di contrasto alla diffusione dei derivati della cannabis, “il totale fallimento
dell’azione repressiva” e “la letterale impossibilità di aumentare gli sforzi per reprimere meglio e di più la diffusione dei cannabinoidi”. Rendiamoci conto che queste affermazioni non vengono da Morgan ma dal principale organo otaliano di contrasto alla criminalità organizzata. Cosa deve fare la Direzione Nazionale Antimafia per ottenere ascolto? Scrivere una relazione con rime sincopate e un ritornello di merda de Il Cile?

I segnali che i tempi sono maturi per una liberalizzazione legale ma soprattutto morale della cannabis non arrivano solo dalla DNA ma da più parti. La Wada, l’agenzia mondiale per l’antidoping, nel 2013 ha alzato il livello di positività, e quindi la soglia di punibilità, per quanto riguarda
la presenza di cannabis nelle urine. Si è passati da un massimo consentito di 15 nanogrammi di Thc (il principio attivo della cannabis) per millilitro a 150 nanogrammi per millilitro: dieci volte tanto, certo un limite rimane ma alzarlo così tanto può considerarsi quasi una liberalizzazione di fatto.

Per rendere meglio l’idea di quanto sia permissivo questo provvedimento può essere utile questo paragone: in autostrada il limite è di 130 km all’ora ma se si applicasse la stessa tolleranza gli automobilisti italiani potrebbero andare a 1300 km orari, e in questo modo almeno la metà delle attuali multe per eccesso di velocità sarebbero depenalizzate.
La decisione della Wada deriva dall’aver ormai assunto che la cannabis è una droga ricreativa che qualsiasi studio o rivista medica ha sempre sostenuto non possa migliorare in alcun modo le prestazioni, se non come aiuto a rilassarsi per un atleta troppo nervoso, proprio quelli che spesso rovinano lo spettacolo nelle competizioni sportive. Potete immaginare tutte le implicazioni positive? Proviamo a immaginarne una soltanto. Nella stagione calcistica 2002-2003 il campione juventino Pavel Nedved trascina la sua squadra alla vittoria della Supercoppa italiana e dello scudetto grazie ai suoi gol e alle ottime prestazioni che gli permetteranno anche di vedersi aggiudicare i due premi personali più ambiti per un calciatore: il Pallone d’oro e il World Soccer. Sono tutti d’accordo: in quell’anno non c’è calciatore più forte del centrocampista soprannominato la furia ceca. E sarà proprio quella furia a fregarlo, perché Nedved in quell’annata magica vorrebbe vincere l’unico trofeo che ancora gli manca, il più importante: la Champions League. Porta la Juve a giocare la semifinale di andata a Madrid dove il Real vince 2-1 con un gol irregolare. Il ritorno a Torino è epico: la Juventus ribalta il risultato e si impone per 3-1
guadagnandosi la finale, ed è proprio Nedved a segnare il gol-qualificazione, ma si fa anche ammonire per un eccesso di nervosismo e visto che era diffidato non potrà disputare la finale tanto sognata che la sua squadra perderà. Se nel 2003 la posizione della Wada fosse stata al punto di oggi magari nello spogliatoio juventino sarebbe potuta succedere una cosa del genere:
Allenatore della Juve (interpretato in questa
ricostruzione da Claudio Lippi): “Allora ragazzi: ce la possiamo giocare. Mi raccomando attenzione sulle fasce a Roberto Carlos e Figo e a centrocampo a Zidane. La partita dura 90 minuti e potrebbe andare anche ai supplementari, quindi calma e sangue freddo. A proposito: Pavel, lascia stare Iuliano e vieni qui.”

Pavel Nedved (interpretato in questa ricostruzione
dalle gemelle Olsen): “Si mister, eccomi. Sono pronto, prontissimo, sono carico. Ho sentito tutto: Roberto Carlos e Figo sulle fasce, Zidane e centrocampo, glielo faccio vedere io chi comanda. Sono il migliore. Sono la furia ceca.”

“Era proprio di questo che volevo parlarti. Tieni, fuma.”

“Cosa? Io?”

“Aspira, aspira bene, trattieni, vai. Rilassati. Goditi la partita Pavel, è un gioco, è solo un gioco.”
“Mister, ma anche lei fuma le canne?”
“Come credi che possa sopportare ogni giorno la vista del tuo taglio di capelli?”
Magari Nedved non si sarebbe fatto ammonire e avrebbe potuto giocare quella finale, magari le cose sarebbero andate diversamente per la Juventus. Magari quell’episodio avrebbe cambiato le sorti del mondo e ora Nedved farebbe il dirigente della Juventus lo stesso ma risultando meno stronzo e nel calcio magari ci sarebbe meno violenza, stadi più pieni e cori cantati a voce più bassa.
Se Alex Schwazer invece di andare in Turchia per comprare l’Epo, come ha ammesso, ci fosse andato per comprarsi un po’ d’erba, probabilmente non avrebbe vinto lo stesso la marcia di Londra perché non era comunque al top della forma ma almeno si sarebbe goduto il panorama e risparmiato sta bella figur’e merd senza mandare a puttane la sua carriera.

Foto 1

Ed ecco che torniamo al centro della questione: prostituzione o cannabis?
La storia ci insegna che le persone che hanno saputo prostituirsi in modo mirato sono riuscite a costruire imperi, alzare palazzi o ottenere la direzione di telegiornali, ma la cannabis non è da meno in quanto a utilizzi multipli.
Da che parte stare? La risposta arriva da un caso virtuoso in Calabria, dove è attiva una coltivazione di canapa a uso industriale in cui vengono realizzati mattoni in canapa per la bioedilizia.

E allora perché scegliere tra legalizzare prostituzione o cannabis? Costruiamo case chiuse fatte di canapa.

Articolo di:
Foto 2

P.S. A Taranto stanno coltivando campi di cannabis per bonificare i terreni avvelenati dall’Ilva.  Incredibile vero? Un giorno i ragazzini per trasgredire saranno costretti ad andare a lavorare un paio d’ore all’Ilva all’insaputa degli ignari genitori che li credono tranquilli ad un pic nic in un campo di cannabis.

Leggi anche

Pasquetta con chi vuoi – La guida

Questo pezzo è contenuto nel libro I cuochi TV sono puttane di Adelmo Monachese, edito …

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi