mercoledì , 18 ottobre 2017
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Il vero capodanno è il 1° settembre

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L’estate sta finendo e i libri che ci siamo portati in vacanza ancora no. Forse perché siamo riusciti a concedere meno tempo del previsto alla lettura in favore del sonno, dei piaceri della tavola e dei selfie. E allora rimane da sperare che “leggere di più” sia uno dei propositi post vacanzieri, insieme all’immancabile top three: 3. Mai più in vacanza con questo o quello, 2. Imparo le lingue (spesso a causa di corteggiamenti falliti per un’insuperabile differenza comunicativa), e saldamente al primo posto: 1. Mi iscrivo in palestra. Perché come pensano in molti ed esprime bene il protagonista dell’intervista di oggi, Giuliano Pavone: “Sono in molti a dire che il vero capodanno è il 1° settembre” . Tarantino di nascita e milanese d’adozione, dove si è trasferito nel 1988, ha collaborato con periodici italiani e stranieri specializzati in turismo, lavoro e imprenditorialità, sport, industria della ristorazione e dell’ospitalità, “maschili”, freepress, stampa locale e siti internet (tra cui ricordiamo il recente esperimento Inchiostro di Puglia). Ha all’attivo quattordici titoli tra: guide, inchieste e romanzi.

Scrittore-giornalista, giornalista-scrittore, scrittore prestato al giornalismo, giornalista prestato all’editoria. Cosa? Quando? Perché?

 Ho pubblicato il mio primo libro (l’imprescindibile saggio pop “Giovannona Coscialunga a Cannes”!) prima di iniziare a collaborare coi giornali, ma oggi il mio sostentamento dipende più dal giornalismo che dai libri. Del resto il mio lavoro ha sempre avuto a che fare soprattutto con la scrittura, anche prima di iniziare con la carta stampata. Tutti i tipi di scrittura mi danno soddisfazione: più che un giornalista e/o uno scrittore mi considero uno scrivente.

 

Il periodo di vacanze corrisponde spesso con la ricerca di case da prendere in affitto o acquistare di fregature se ne sentono parecchie. Nel 2007, insieme a tua moglie Lucia Tilde Ingrosso e Mario Bianco, hai scritto Camera con svista. Mirabolanti offerte e colossali bufale del mercato della casa (casa ed. Bur), quali sono gli errori più frequenti degli acquirenti?

Prendere alla lettera il linguaggio degli annunci immobiliari. Cioè non capire, per esempio, che “romantica mansardina ideale per giovani coppie” in realtà significa “orrido buco all’ultimo piano senza ascensore, in cui anche un nano rischierebbe di sbattere contro il soffitto”. Oppure che “grazioso” sta per “minuscolo” e “particolare soluzione” vuol dire “parto di una mente malata inadatto alla vita umana”.

 

Esistono libri che rendono meglio se letti d’Estate? Se si, quali?

 Si dice che d’estate bisognerebbe darsi a letture leggere, ma è anche vero che, con più tempo a disposizione, ci si può serenamente dedicare ai libri che in altri momenti dell’anno potrebbero risultare troppo impegnativi. Insomma, ognuno legge quello che vuole quando vuole!

 

Sei stato uno dei maggiori contribuenti al dilagare dei manuali della Newton Compton “101…”. Sono una lettura più da spiaggia o metropolitana?

 

Leggendo la parola “contribuenti”, da italiano mi viene voglia di dare una risposta “evasiva”, ma resisto a questa tentazione. Loro le chiamano “guide alternative” o qualcosa del genere. Direi più da metropolitana perché la maggior parte dei “101” a cui ho contribuito ha a che fare con Milano o con la Lombardia, e anche “101 cose da fare in gravidanza e prima di diventare genitori” (scritto – ovviamente! – con mia moglie, e da poco ristampato in edizione economica), che non ha una precisa connotazione geografica, consiglia e prende un po’ in giro i futuri genitori soprattutto in una dimensione “cittadina”.

 

Un consiglio di lettura per tutte le stagioni ma da non farsi mai mancare?

 Fra gli esordi di quest’anno mi ha colpito molto “Corpi di Gloria” (Marsilio) della giovane barese Giuliana Altamura: è un romanzo sorprendentemente maturo e raffinato che, raccontando l’estate dissoluta di un gruppo di ragazzi della Puglia-bene, finisce per porre questioni di ampia portata sul nostro tempo, toccando corde intime e profonde.

 

Un autore o autrice di cui non perdersi nulla?

 Domanda che mi mette sempre in crisi. Direi – forse con poca originalità – Calvino, anche se poi persino nella produzione dei grandissimi c’è qualche opera che non ti folgora e che ritieni non necessaria.

 

Da scrittore come affronti l’Estate? Tempo di revisione, scrittura, riscrittura, lettura, riposo, osservazione?

 Scrittura selvaggia! Complice lo stacco dalla routine (nel mio caso sottolineato dal fatto che da Milano – dove vivo – mi sposto in Puglia, vista mare), la creatività si scatena. E’ sicuramente il periodo in cui scrivo di più, spesso in modo disordinato – una specie di brainstorming. Per rivedere, limare, aggiustare, integrare, ci sarà tempo in inverno.

 

Tra i tuoi libri ce n’è qualcuno che si associa marcatamente ad una stagione per clima, ambientazione o spirito?

 Il mio romanzo più recente, “13 sotto il lenzuolo”, è ambientato in Puglia nel settembre del 1982, e trasuda quell’atmosfera speciale che si respira dalle nostre parti alla fine dell’estate: le spiagge si svuotano, il cielo diventa terso, il mare freddo e limpidissimo. C’è una sensazione di “malinconia bella”, che io amo, e pure un senso di trasformazione imminente (sono in molti a dire che il vero capodanno è il 1° settembre) che, oltre alla stagione, appartiene anche a quell’epoca, i primi anni Ottanta.

 

Il lettore estivo, quello che legge solo d’estate, è la rovina o la salvezza dell’editoria?

E’ il cosiddetto lettore debole, che rappresenta la stragrande maggioranza dei lettori italiani. D’altra parte anche i non lettori sono tantissimi, quindi il bibliofilo da ombrellone si trova in posizione intermedia, a metà classifica. Che vogliamo fare? Lo bacchettiamo perché non legge di più o lo ringraziamo perché almeno un paio di libri l’anno li compra?

 

Passeggi in spiaggia: trovi sotto un ombrellone il tuo libro ma il proprietario non c’è. Che fai?

 Lo prendo e nella pagina riservata alle dediche scrivo “Ciao, mamma”.

 

Consigli per il giusto drink da abbinare ai tuoi libri?

 Per ogni libro c’è un drink diverso. Limitandomi ai due romanzi, direi per “L’eroe dei due mari” senz’altro una birra Raffo ghiacciata da bere a canna, e per “13 sotto il lenzuolo” la parte sciolta del Calippo, l’unica il cui consumo non richiami una fellatio. Oppure anche dei ghiaccioli Dalek e Magic Cola, se non fosse che non si tratta di drink e che sono fuori produzione da decenni.

 

Il tuo L’eroe dei due mari, che ha riscosso un notevole successo e vari premi, si può definire un libro “fantacalcistico” e la stagione estiva è quella in cui più di tutte si scatenano le fantasie dei tifosi. Cosa ti aspetti dal prossimo campionato di Serie A, chi ci divertirà di più? E dal tuo Taranto?

 

Cito a memoria un grande umorista: “Autunno, inverno, primavera e poi la mia stagione preferita: Calciomercato” (grazie, ndr). In Serie A credo che – cognome del Mister a parte – la squadra che ci divertirà di più sarà la Juve di Allegri. Resta da capire se a ridere sarà la metà degli italiani che tifa per la Juve o quella che tifa contro. Dal mio Taranto mi aspetto delusioni, grandi imprese, psicodrammi, scioperi, crisi societarie, episodi commoventi, nuovi e cervellotici divieti di trasferta per i tifosi, polemiche, cuori gettati oltre l’ostacolo e mai più recuperati, speranze, pensieri stupendi e alla fine prenderlo in quel posto: non mi ha mai deluso!

 

Il libro racconta una storia di calcio ma vi è molto presente anche la città di Taranto. Secondo te succederà anche per Taranto e i suoi problemi un boom narrativo che coinvolga editoria, cinema e fiction come è stato per la Banda della Magliana con Romanzo Criminale e per la Camorra con Gomorra?

 

Nel 2012 Taranto, da città assente nell’immaginario nazionale, è diventata la città dell’Ilva, un problema su cui però oggi l’attenzione dei media e l’opinione pubblica è colpevolmente calata. Non credo che succederà qualcosa di simile a “Romanzo criminale” o a “Gomorra” ma è vero che negli ultimi decenni Taranto è stata la città pugliese che più delle altre ha attirato l’attenzione di scrittori e cineasti. Fra questi ultimi cito per esempio Soldini, Pozzessere, Winspeare e Di Robilant. E’ una città diversa da tutte e piena di contrasti fortissimi. Non tutti colgono la sua essenza, ma chi lo fa ne resta affascinato.

 

Il tuo prossimo libro a chi o cosa sarà dedicato?

 Per l’appunto a Taranto e alla questione Ilva. E’ un saggio, si chiamerà “Venditori di fumo” e uscirà a metà settembre per l’editore Barney. Due le dediche: a chi ama Taranto e lo dimostra coi fatti, e alla famiglia Zaratta, conosciuta due anni fa. Mauro, Roberta e Claudio Zaratta per cinque anni hanno lottato con amore e dignità indescrivibili contro il tumore al cervello che purtroppo, proprio qualche settimana fa, li ha privati del loro piccolo Lorenzo.

Intervista a cura di Adelmo Monachese

Info: www.giulianopavone.it

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