giovedì , 16 luglio 2020
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I tempi comici di Sandro Simone

Sandro Simone al lavoro sul palco

Ridere è la più umana delle attività che permette alla nostra specie di distinguerci dal mondo animale, vegetale e minerale; tranne le rare eccezioni di alcuni primati in grado di ridere e di alcuni essere umani che si sono ridotti a non tollerare nessun tipo di umorismo come fondamentalisti. Perché allora quando ci sono momenti di forte crisi, tensione sociale dovuta a un trauma come quello che in tutto il mondo stiamo elaborando, una delle prime cose su cui ci si interroga è se “sia il caso” di poter riderci su e su cosa sia accettabile farlo e cosa no.

Ho pensato di chiederlo a Sandro Simone, autore comico in più discipline e applicazioni, in occasione della pubblicazione on line della versione integrale di uno dei suoi ultimi lavori in teatro pre Covid19, o spettacolo L’Acquasale Operazione Londra portato in scena dal Piccolo Teatro di Foggia, visibile gratuitamente a questo LINK del canale youtube del teatro.

 Acquasale-Operazione Londra è uno spettacolo comico cresciuto dal precedente Acquasale  o sono due operazioni distinte e separate? Questo nuovo sviluppo ha assunto una sua struttura nel tempo o intravedevi questa ulteriore possibilità già dalla prima messa in scena?

I due attori, Fabio Conticelli e Dino La Cecilia, sono gli stessi e lo stile è in parte simile, gli spettacoli sono però distinti e hanno trame differenti e non collegate. L’idea di fare un viaggio a Londra ci è venuta in seguito parlandone con Fabio e Dino, volevamo uscire da Foggia e raccontare la storia di due meridionali che vanno alla scoperta di una capitale europea. Che guarda caso dopo la spettacolo ha optato per la Brexit.

I due protagonisti, Fabio Conticelli e Dino La Cecilia, hanno una notevole esperienza e una carica comica fortissima. Come ti sei trovato a scrivere per loro? Quali erano, se ce n’erano, le regole di ingaggio tra autore e attori?
Veniamo da stili diversi, io più dalla satira politica e loro dal teatro, ma sono due cari amici e lavorare con loro è divertentissimo. Abbiamo cercato di non restare sempre nel classico schema spalla-comico invertendo a volte le situazioni, a volte chi sembra tonto è in realtà più in gamba.

Il materiale che scrivi per loro viene realizzato in contesti diversi, in diversi momenti dell’anno e seguito da un tipo di pubblico diverso per ogni occasione. Ci sono differenze di resa comica o ogni battuta fa ridere sempre allo stesso modo e con la stessa intensità?
Lo stile di scrittura per uno spettacolo teatrale, per uno sketch pensato per una convention aziendale o per un video da pubblicare sul web è ovviamente diverso, così come lo sono i tempi comici. Fino ad ora il pubblico ci ha sempre premiato, ma è al teatro che Fabio e Dino “giocano in casa”.

Oltre che con loro hai collaborato anche con altri due pesi massimi della comicità: Emilio Solfrizzi e Antonio Stornaiolo. Con loro invece il lavoro come si svolge?
Intanto lasciami dire che sono cresciuto con le trasmissioni di Toti e Tata e arrivare a collaborare con loro è stata una soddisfazione straordinaria. Con loro il rapporto è soprattutto a distanza, in particolare sento spesso Antonio Stornaiolo che vive a Bari e in passato più volte ci siamo visti da lui per pensare a nuove idee, ma soprattutto per “cazzeggiare” in modo creativo.

Simone nel backstage con Solfrizzi e Stornaiolo

In tutta la tua carriera da autore, la tua attenzione non è mai mancata nei confronti del calcio e alla tua amata Inter. In questi giorni è venuto a mancare Gigi Simoni, allenatore che ha guidato la squadra nerazzurra per un periodo relativamente breve ma che ha lasciato il segno. Che ricordo ne hai da tifoso e da autore comico?
Ho avuto la fortuna di conoscere Gigi Simoni nell’agosto 1998, ero a Sarno a fare il volontario dopo l’alluvione e l’Inter venne a giocare un’amichevole di beneficenza. Una delegazione della squadra venne a trovarci e gli facemmo trovare dei cartelloni in cui li prendevamo in giro, si fecero un sacco di risate. L’autoironia è una qualità che ho sempre apprezzato nei “vip”.

Simone, tifoso dell’Inter, con l’allora allenatore dei nerazzurri Gigi Simone

È più facile fare battute sulla politica, sul calcio o sulla pandemia?
La difficoltà dovrebbe essere quella di fare battute divertenti, invece tocca anche fare lo slalom tra insulti e denunce. Il livello medio di permalosità delle persone si è alzato di molto, se si va un po’ indietro nel tempo si vede che gli autori satirici prima erano molto più “cattivi”.

Molti artisti hanno affermato che nonostante tutto il tempo libero in quarantena, le condizioni mentali non hanno permesso loro di focalizzarsi per creare qualcosa di nuovo ma nemmeno per studiare un po’ la propria arte o fare un po’ di ordine mentale. A te come è andata? Durante la quarantena sei riuscito a lavorare su qualcosa?
Una parte della giornata era comunque presa dal mio lavoro principale, che è quello di commerciante, per cui non ho vissuto in pieno la noia creativa. In ogni caso durante la quarantena con Fabio Conticelli, Dino La Cecilia, Mariano Russo e Dalida D’Allocco abbiamo fatto una trasmissione in diretta facebook quotidiana che ci ha permesso di restare in allenamento e misurarci con uno strumento diverso.

Siamo partiti parlando di Acquasale-Operazione Londra di cui è on line la replica eseguita al teatro Giordano di Foggia. Come è stato portare il proprio lavoro nel teatro che rappresenta la storia della cultura della tua città?
Ho scritto scherzando che se avessero saputo che dopo una così lunga ristrutturazione al Teatro Giordano sarebbero andati in scena degli spettacoli scritti da me avrebbero lavorato con più calma. Scherzi a parte, lavorare nel tempio della cultura della città è stato fantastico.

Teatro storico e poi spettacolo sul web. È una soluzione dovuta a questi tempi o da ripetere in futuro?
Insieme al mio amico Silvio Pagliata ho creato Bengodi Sity, il nostro primo sito web satirico, nel 1998. Ho sempre pensato che il web potesse essere uno strumento straordinario per raggiungere il pubblico, anche quello più lontano. Ho paura che per un po’ di tempo i teatri avranno grosse difficoltà, niente può sostituire la magia di uno spettacolo dal vivo, ma credo che per gli attori la rete rappresenti un’ottima possibilità di tenere il contatto col proprio pubblico e magari farsi conoscere anche da altre persone.

Sandro Simone, 46 anni. Di sé ama dire che ha iniziato a scrivere scenette comiche ai tempi delle scuole medie e poi non ha più smesso. Ha scritto battute che sono finite a Zelig su Italia1, negli spettacoli di Toti e Tata, nell’Enciclopedia della Battuta del Corriere della Sera, nei cortometraggi di Telesbruz premiati in Rai, in cinque libri delle Edizioni Malatempora, in uno di Casa Stornaiolo e nelle raccolte di Spinoza e di Gino&Michele. E anche in siti web, giornali, pagine social e bagni di autogrill. È tra i fondatori di Foggia Città Aperta su cui cura una rubrica satirica settimanale.

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