martedì , 12 dicembre 2017
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Guida illustrata ai candidati sindaco di Roma

 di Adelmo Monachese

sindaco

A Roma senza guide è facile perdersi per questo abbiamo preparato per voi la guida per sopravvivere ai candidati sindaco della città. Partiamo da destra. A molti è sembrata una candidatura a sorpresa ma anche in questo caso Berlusconi fu profetico quando ebbe a dire: “Dopo di me il diluvio”, eccola qui l’annunciazione! Durante il periodo berlusconiano siamo stati abituati, dopo ogni diluvio, a veder infatti arrivare Bertolaso. Inizialmente, prima di lui, si era fatto il nome di Rita Dalla Chiesa che era favorevole ma quando ha scoperto che l’elezione a primo cittadino della Capitale non si sarebbe svolta con Fabrizio Bracconeri in livrea da guardia giurata a raccogliere i sassolini per tutta la città, ha capito di avere poche chance e ha rinunciato, spianando la strada all’ex protettore civile nazionale. In tutto ciò ci è rimasta malissimo Giorgia Meloni che si sentiva la candidata naturale al Campidoglio ma che si è fatta fuori da sola dopo una serie di scivoloni, non ultimo quello di annunciare, da non sposata, la sua maternità extramatrimoniale al Family Day; quanto ancora abbiamo da imparare dai vecchi DC che facevano e non dicevano. Poi c’è Alfio Marchini che sembra a molti il miglior manichino per il crash test che la destra sente di dover affrontare alle elezioni capitoline.

Ma veniamo alle primarie modello roulette russa del PD e la candidata del Movimento Cinque Stelle che se sta zitta e ferma ha già vinto ma temo non lo farà.

Nel PD ci sono state la primarie che sono costate chissà quanti ettari di alberi in schede bianche. Iniziamo da quello che era in candidato più in linea con la situazione folle del Comune di Roma: dopo l’esperienza con i verdi e con il popolo viola e con i girotondi Gianfranco Mascia ha deciso che per lui il carnevale non è ancora finito, ci si aspettava si presentasse vestito da l’arlecchino e invece ha preferito andare in giro con un grosso orso di peluche, facendo notare ai più distratti la citazione colta del cartone animato “Masha e Orso”. In caso di ballottaggio l’Orso ha dichiarato che correrà da solo. A proposito di pupazzi passiamo in rassegna vinti e vincitori della consultazione che ha visto la vittoria di Giachetti sull’altro candidato forte Morassut, lo scontro tra i due è risultato talmente spento che perfino il presidente del PD Orfini li ha esortati a “vivacizzare” un po’ il confronto per non rischiare di favorire un’uscita di voti verso la sinistra di Stefano Fassina: tra pretendenti e sostenitori a bordo ring sembrava di assistere ad una Royal Rumble fatta con cuscini di piuma d’oca. Qualche scintilla c’è stata nel post voto con polemiche sulla conta delle schede valide, quelle nulle, bianche e nel totale dei votanti nell’ordine, tra primo e secondo conteggio, di più o meno tremila schede. Una cosa è certa, nel PD non si sa quanti siano stati i votanti complessivi ma il 100% di loro sono da tempo votanti complessati.

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