lunedì , 11 dicembre 2017
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Daunia Stupor Mundi

Per promuovere il nostro territorio e raggiungere, così, il maggior numero possibile di persone si è pensato di utilizzare internet, un canale dinamico, flessibile e facilmente accessibile, costituendo sul portale Facebook il gruppo “Daunia Stupor Mundi, cammina con gusto”. Successivamente è nata la collaborazione con “Ofalo.it”, creando una rubrica di promozione territoriale che volta per volta vi racconterà la bellezza dei luoghi della Daunia, le tradizioni popolari, la cultura culinaria e i personaggi che hanno reso celebre la nostra provincia.
Il nome “Daunia Stupor Mundi” significa letteralmente Daunia la meraviglia del mondo. Per comprendere il perché si è addivenuti a tale locuzione, occorre soffermarsi sul significato che i singoli termini hanno avuto nella storia del nostro territorio. In particolare, Daunia (dal greco Δauvía), uno dei tanti nomi dati alla nostra terra, prende il nome dal leggendario re greco “Dauno”, proveniente da Arcadia, regione del Peloponneso. Differentemente dalle altre zone della Magna Grecia, nel territorio dauno si è sviluppata una cultura peculiare non legata né alla civiltà greca né a quella dei vicini Campani. Simbolo di questa civiltà sono le stele daune, monumenti funerari in pietra diffusi tra la fine dell’ VIII e VI sec. a C.; si tratta di lastre parallelepipede di pietra calcarea provenienti dal Gargano meridionale, caratterizzate dalla presenza, sulla parte superiore, di una testa e decorate sui quattro lati.
Stupor Mundi, invece,  è l’appellativo dato a Federico II del Sacro Romano Impero, meglio conosciuto come Federico II di Svevia.
L’appellativo deriva dalla sua infinita curiosità per la cultura a 360 gradi. A tal proposito, importante fu il suo contribuito alla letteratura italiana con la costituzione presso la sua corte della Scuola Siciliana, che ha ingentilito il volgare siculo-pugliese con il provenzale, creando, difatto, la prima lingua nazionale.
L’ imperatore del Sacro Romano Impero è caro alla nostra terra per il suo grande amore verso la Puglia, e in particolare la Daunia, tanto da ricevere un secondo appellativo di “Puer Apuliae” (Fanciullo della Puglia). Federico II elesse Foggia sua “inclita sede” (sede preferita), dove era solito passare i mesi più freddi dell’anno, e qui vi eresse nel 1223 un magnifico Palatium su cui è incisa tale iscrizione: “Hoc fieri iussit Federicus Cesar ut urbs sit Fogia regalis sede inclita imp(er)ialis”, che oggi leggiamo nell’epigrafe del Portale di Federico. Ma la città lo tradì, chiudendogli per un momento le porte dopo la sua rottura con la Chiesa.
Una testimonianza della presenza dell’imperatore nel capoluogo è la città scomparsa di Fiorentino, dove l’imperatore morì nel 1250.
Nella Capitanata di oggi, come sottolinea lo scrittore Eberhart Horst, è rimasta “solo un’immagine molto sbiadita della bucolica bellezza di un tempo: disboscate le foreste, inariditi i fiumi, prosciugati i molti laghi, … la maggior parte delle turrite colline, una volta ricche di boschi, oggi sono squallide o ricoperte di arida sterpaglia. Laddove branchi di cervi e caprioli si alternavano a orsi e cinghiali, ora soltanto frugali pecore e capre trovano pastura. Foggia e Lucera erano circondate da fitte foreste di latifoglie, querce, faggi, frassini, olmi”.
Adesso, sotto l’ombra dello “Stupor Mundi” occorre riportare la  Daunia al suo antico splendore. Per fare ciò è necessario conoscerla, viverla ed amarla.

Daunia Stupor Mundi
dauniastupormundi@hotmail.it

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