mercoledì , 13 dicembre 2017
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COME PRETENDI?


Foggiano, come pretendi di stare nella comunità europea se ti rendi protagonista di episodi che ti pongono avanti allo specchio della civiltà e reagisci come uno scimmione rincoglionito picchiando con il dorso delle zampe sulla tua immagine riflessa?

Ero in circolare, seduto talmente vicino all’autista che potevo respirarne il fumo passivo. Dirgli di smettere avrebbe fatto di me un buon cittadino o un rompipalle che non capisce lo stress al quale egli è sottoposto? Dovevo ricordagli che fumare alla guida di un mezzo pubblico oltre che vietato è dannoso per la salute e può pregiudicare la guida? Conscio del rischio, l’autista si applicava per spregiudicarla al massimo. Una sigaretta, tra l’altro, dura un semaforo, non di più, ma questo se le rullava pure! Proprio mentre equilibrava il tabacco nella cartina e insieme curvava, un’anziana signora cascò. Con un altro ragazzo cercai di aiutarla a rialzarsi ma era difficile: oltre a non sapere dove afferrarla (si trattava pur sempre di una signora) dovevamo lottare con le verdure rotolate tra i piedi e con il moto della circolare perché quel farabutto non si era neanche fermato per agevolare le manovre di recupero. Totalmente disinteressato. Ero furibondo. Gliene avrei dette quattro, se avessi avuto il biglietto.

Scesi ancora scosso dall’accaduto e dalla guida del pirlota. Mi chiesi se fosse il caso di fare una protesta ufficiale. Questo avrebbe fatto di me un cittadino serio o solo uno che non capisce il logorio a cui può essere sottoposto un ragazzo che magari nella vita non vorrebbe nemmeno fare l’autista ma, che ne so, il bassista di un gruppo dark rock? Nemmeno il tempo di pensare la seconda kappa e vedo un marocchino che si allontana dalla sua attività ambulante per andare a pisciare vicino un cespuglio. E’ troppo! Ora faccio un casino, un casino della Madonna, così mettiamo in chiaro anche la questione religiosa. Ma iniziano i dubbi: redarguirlo farebbe di me un buon cittadino o diventerei un potenziale leghista che non riesce a comprendere la difficoltà di stare in mezzo alla strada 15 ore al giorno? Notando che dava le spalle alla sua merce decisi di punirlo rubandogli qualcosa. I commercianti se non li colpisci nei loro interessi non imparano mai. Io colpisco, lui col piscio. Nell’istante in cui afferro la radio sveglia cubica multicolore (valore commerciale, un rutto) lui, con in mano il suo affare, si gira verso di me. “Quant’è?” gli urlo facendo grandi cerchi in aria col braccio per fargli capire che mi riferivo all’oggetto che avevo in mano io e non a quello che aveva in mano lui.  “Tre euro!”, “Ecco cinque tieni il resto”.

Fortunatamente mi stavo dirigendo ad uno spettacolo GRATUITO. Il cantautore Paolo Pallante e lo storico fonico della RCA Maurizio Montanesi (che ha registrato con Baglioni, Renato Zero, Rino Gaetano, De Gregori, Ivan Graziani) avrebbero tenuto un conversazione-intervista sulla canzone d’autore arricchita dalla proiezione di video storici. Tutto sapientemente mescolato per offrire una gradevolissima serata passata in compagnia dei pochi presenti che riempivano a metà la sala del cinema “Falso movimento”. 160.000 abitanti che non riescono a riempire una sala in una serata del genere. Foggiano, come pretendi?

Adelmo Monachese

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