mercoledì , 16 agosto 2017
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Che bello il campionato. Post Mondiale

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Finalmente è ripartito il campionato. Dove eravamo rimasti col grande calcio? Ah, già: Messi che vomitava e faceva vomitare in una specie di vomito bucket challenge, Kramer che dopo la botta in testa ricevuta durante la finale dice ancora di non ricordare nulla, dimostrando come alcuni tedeschi siano ancora portatori sani di negazionismo, Klose che si portava a casa il record di goal nella storia dei mondiali. Tornato a Roma l’attaccante tedesco di origini polacche che ha inculato l’Argentina (così da accontentare gli ultimi tre Papi) ha offerto una cena ad allenatore, compagni e dirigenti della Lazio. A fine cena Lotito si è fatto impacchettare gli avanzi dicendo ai camerieri: “Ho un Cana”. Probabilmente tutta questa grazia non è nelle abitudini dei giocatori laziali che si sono presentati alla prima giornata di campionato contro il Milan con ancora la digestione in corso, permettendo alla squadra di Inzaghi di rimanere a punteggio pieno per quello che probabilmente sarà il suo periodo più lungo. Milan che rimane sempre il re del calciomercato last minute, a Milanello stanno attuando da qualche anno a questa parte una precisa strategia che comprende in un sol colpo mosse di mercato, riposizionamento del marchio, riassetto societario. Una rivoluzione epocale: le casse vuote. Via giocatori a più non posso, tra cui ricordiamo il famoso caso di Pato che per quindici milioni di euro si pensava avesse assicurato al Corinthians le sue prestazioni ospedaliere, invece in Brasile il giocatore è rinato. Adriano Galliani, le cui cravatte sono tutte gialle perché le usa per pulirsi la lingua, si era trovato costretto a rassicurare oltre i tifosi, anche i raccattapalle: non rimarranno disoccupati, Robinho resta: “Robinho non si muove”, soprattutto senza palla. Infatti Robinho è andato via. La perla degli ultimi giorni è stato lo scambio col Parma Biabiany-Zaccardo. L’operazione era data già per conclusa, l’attaccante francese aveva già posato con la maglia e la sciarpa rossonera, aveva acceso il mutuo per una casa zona navigli, aveva preso il privè all’Hollywood, si era iscritto a Comunione e Liberazione, stava mandando alle stampe il libro “La mia nuova vita al Milan”, ma Zaccardo ha detto no, con lo stesso carisma con cui segnò il primo goal subito dall’Italia campione del mondo nel 2006. Galliani aveva detto che i problemi si sarebbero risolti per il meglio e lo scambio sarebbe andato in porto. E sappiamo tutti che quando Galliani dice una cosa, è quell’altra. Ricordate prima di acquistare Balotelli? Berlusconi disse prima si e poi no all’idea che averlo preso mettesse a rischio la serenità del gruppo, in realtà l’unica serenità a cui tiene Berlusconi è quella dei conti in banca. Tra parcelle di avvocati, alimenti da versare imposti dal Tribunale e fagiolini ha deciso di tenere a bada le spese extra e concedersi solo una puttana dopo il caffè e una dopo cena.

Dall’altra parte di Milano Mazzarri ha trovato la forza di passare alla sigaretta elettronica già da un paio d’anni e finalmente sta dimostrando come smettere con il fumo da sigaretta porti a lungo termine benefici alla respirazione, al battito cardiaco, alla pettinatura e al calciomercato. Questo sarà il primo campionato che non vedrà più Guidolin impiegato come allenatore ma lo si vedrà nella nuova veste di supervisore tecnico. Il super sensibile San Francesco Guidolin, che ai microfoni del dopo partita continuava ripetere: “E’ tutta colpa mia, i ragazzi hanno fatto quello che hanno potuto, sono un incapace, se fossi il mio presidente mi manderei via, chiedo scusa a tutti gli abitanti di Udine, del Friuli e della Mittle Europa che tanta fiducia avevano riposto in me, inutile gestore di compagini calcistiche…”, fino a quando qualcuno non riusciva a bloccarlo e a fargli rendere conto che la sua squadra aveva vinto. A farsi supervisionare tecnicamente da Guidolin sulla panchina dell’Udinese ci sarà l’ancora giovane Stramaccioni con il suo fare umile e animo sommesso e con quel suo accento di chi vuol far capire che è un romano che cerca di non marcare troppo il suo accento romano ma in modo che sia ben chiaro che è romano.

Nessuna panchina, almeno in partenza, per un mio beniamino: Delio Rossi, l’ex allievo di Zeman che, al momento, può vantare ben 349 panchine in Serie A con un borsino di 133 sconfitte, 89 pareggi e 127 vittorie, di cui 100 per ko, e 27 ai punti.

Continua la rivoluzione degli americani nel calcio a Roma. Fino ad ora hanno dimostrato di disporre della stessa padronanza della situazione di quando Rosi Mauro ha presieduto una seduta del Senato. Si impegnano, è vero, come quando, siccome U.S.A. significa product placement, riuscirono a far girare a Zdenek Zeman uno spot per un’auto Volkswagen.

Lo sponsor fece persino omaggio al provetto testimonial di un modello dell’auto ma quando Zeman la provò facendole fare i gradoni e le serie di ripetute che fa fare ai suoi calciatori l’auto chiese di essere ceduta in prestito alla Fiat.

Restando a Roma, come non sottolineare la 23esima stagione consecutiva in Serie A di Francesco Totti? Una seconda giovinezza del capitano che ha tratto beneficio dalle cure zemaniane della preparazione e mezzo campionato 2012/2013. Esempio di serietà, impegno e fiducia totale nell’allenatore che lo portò all’epoca del primo approdo a Roma alla fine degli anni novanta da essere una bella promessa calcistica a diventare una vittima di “Scherzi a Parte”, quando ancora erano in molti a non essere convinti che il giovane romano potesse reggere il peso della prima serata di Canale Cinque. Sedici anni dopo, affidandosi all’allenatore boemo Totti è tornato come nuovo. Gli ingredienti per questa rinascita sono stati molteplici, ma su tutti c’è fu la cura della parte atletica e una dieta ferrea che comporta molti sacrifici quanti risultati. Un solo momento di concessione settimanale al gusto, quando al lunedì gli è concesso un giovane del settore giovanile di cui può berne il sangue, ma senza associarlo con i carboidrati. Lontani i tempi in cui gli bastava mangiare pane e pallone. Metodi antichi e naturali che contrastano con l’ultima oscenità nel mercato del dimagrimento, di tratta di una crema che va applicata sulla pancia prima di andare a dormire e che farebbe dimagrire. Quello che pubblicizzano è la possibilità di dimagrire dormendo. Chiariamo una cosa: a parte il picco di gh c’è solo un modo per perdere peso mentre si dorme, e si chiama coma. Com’era il calcio quando Totti esordì in Serie A? Ecco un promemoria.

Quando Totti esordì il suo compagno d’attacco Iturbe aveva ancora i tacchetti da latte.

Quando Totti esordì prese il primo stipendio in lire e per comprenderne il valore fece la conversione in sesterzi.

Quando Totti esordì Luciano Moggi aveva appena avviato i cantieri per costruire Calciopoli.

Quando Totti esordì il sogno di Roberto Baggio era di segnare il rigore decisivo nella finale del mondiale.

Quando Totti esordì Cassano aveva preso già tre multe per guida senza cintura. Aveva undici anni.

Quando Totti esordì non sapeva ancora che avrebbe fatto l’attore, il testimonial, lo scrittore, sempre con i piedi.

 

 

@AdelmoMonachese

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