domenica , 19 novembre 2017
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Charlie Hebdo. La strage a reti mummificate

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di Adelmo Monachese

L’hanno chiamato l’11 Settembre europeo, della satira, della libertà d’opinione. Come l’11 Settembre 2001 ho chiamato mio fratello per avere un po’ di confronto e conforto. “Non so niente. Sono al pronto soccorso, il piccolo ha le colichette, c’è un televisore nella sala d’attesa, ma sono selezionabili solo i primi sette canali”. Mi è sorto un dubbio: mentre seguivo l’evolversi della situazione sui canali all news satellitari, la tv generalista come si stava occupando del tragico evento che ha scosso il mondo? Non potevo crederci, poi mi sono dato una spiegazione. La società civile può affrontare il terrorismo in due modi: approfondimento e studio, ma anche continuare il proprio stile di vita senza farsi intimidire, sarà per forza questo il motivo per cui con i cadaveri ancora caldi e i terroristi in fuga in giro per la Francia per trovare qualcuno che se ne parlasse bisognava arrivare fino a La7 che, con calma, è stata la prima a decidere di dedicare una diretta. Ecco cosa si trovava prima, sembra menefreghismo ma sono scelte ad alto profilo sociologico.

Rai Uno: Verdetto Finale. La trasmissione simil Forum, un omaggio allo stato di diritto (in tv) dell’Europa.

Rai Due: Un riferimento a come questa strage annunciata dai terroristi che, appunto, l’hanno detto e fatto.

Rai3: Terra nostra 2. La telenovela che promuove i cari vecchi valori della famiglia tradizionale con frasi come quella di Gumercindo a sua figlia: “Se nasce femmina, diseredo te e tua sorella!”

Rete4: Forum. Ovvero: come funzionerebbero i tribunali italiani se il ministro della giustizia fosse Barbara Palombelli.

Canale5: Uomini e Donne. La più alta manifestazione di libertà personale di cui possono godere in Occidente tutti i cittadini che per partecipare a questo programma scelgono liberamente di riassumere in se stessi l’educazione sentimentale di Pietro Pacciani, il senso civico di Lapo Elkann e il narcisismo di Paris Hilton.

Italia1: Arrow. Lasciare in onda questa serie gradevolmente violenta tratta da un fumetto rappresenta un raffinatissimo rimando intellettuale alle posizioni del Finanacial Times: “Quelli di Charlie Hebdo se la sono cercata”, sotto testo: se pubblicate fumetti siete violenti.

La7: Cuochi e fiamme. La prima rete delle sette nane ad occuparsi della strage. Dopo una buona padellata, s’intende, perché a pancia piena si affronta tutto meglio (nel logo del programma c’è un maiale, un atto di coraggio notevole, di questi tempi).

Non so chi abbia fatto queste scelte illuminate e perché. Mentre me lo chiedevo sono scivolato sull’ottavo canale ritrovando, e rivalutando, un’emittente locale che trasmette, cascasse il mondo, una rassicurante dimostrazione dei valori alla base della nostra società: la televendita di una parure di preziosissimi gioielli a 99 euro spedizione incluse. Allora mi son convinto che le forze del male non l’avranno vinta fino a quando la speranza di un mondo migliore resisterà ad ogni costo, meglio se 99 euro spedizione incluse.

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