venerdì , 20 ottobre 2017
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10 cose che non ti faranno capire se Francesco sarà un buon Papa

papa nero

Se è vero che “il buongiorno si vide dal mattino”, è altresì vero che “la processione si vede quando si ritira”. Come fare per capire se Jorge Mario Bergoglio è stata la scelta giusta dello SS (inteso come Spirito Santo) che ha scelto per mano dei cardinali? La risposta è molto semplice, molto molto semplice. Basterà osservare il suo operato, e non le stronzate di contorno alla sua elezione perché, se ci fermiamo un attimo a riflettere, possiamo, anzi, dobbiamo ammettere che sono tutti aspetti che, se applicati al nostro vicino di casa, di certo non farebbero propendere il nostro giudizio più di quanto non lo siano i rapporti basati su anni di rapporti di vicinato. Comprendendo la voglia e la speranza che ci portano a vedere a queste piccolezze come segni favorevoli e di buon auspicio, sarebbe meglio affondare il nostro giudizio nel profondo delle questioni. Ecco una lista di cose che DA SOLE non dicono niente, dieci considerazioni tra le più ascoltate in questi giorni e dieci provocazioni tra le più pensate.

1)   E’ un Papa semplice. Anche Provenzano e Riina erano persone semplici. Provenzano faceva la ricotta fatta in casa! Mmm… sapori di una volta.

2)   Usa ancora le sue vecchie scarpe. Perché se io uso un paio di scarpe vecchie e consunte sono un pezzente e se lo fa il Papa merita di essere lodato? E se lo facesse perché è un feticista e gli piace la puzza delle scarpe vecchie?

3)   Parla X lingue (è numero indefinito, si è detto da un minimo di 3 ad un massimo di 7). Tutti i dirigenti di multinazionali un minimo di dimestichezza con le lingue la devono avere. Ti chiedono la conoscenza di una seconda lingua pure pe’ lavorà al call center. E poi insisti insisti, anche Balotelli qualcosa di inglese l’ha imparata.

4)   E’ il Papa di tutti. Gli argentini sono contenti perché è argentino, i sudamericani perché è sudamericano, gli Usa e Canada perché fa parte della regione americana, gli australiani perché è un Papa del nuovo mondo, gli italiani perché ha genitori italiani, gli africani sono sempre contenti e ci insegnano molto con questo, i maltesi sono contenti perché è un papa coi globuli rossi come loro. Il gioco è “Trova un collegamento tra te e il Papa ed esulta”.

5)   Ha scelto il nome Francesco. Simbolo di semplicità? Si, ma non solo. Potrebbe essere anche un rimando alle redici ebraiche di Francesco d’Assisi (leggi “Il segno del Giusto. Francesco d’Assisi e l’ebraismo” di Castaldini Alberto, pp.108, editore Diabasis).

6)   Per spostarsi prende i mezzi pubblici. Prima di tutto questa frase andrebbe ormai coniugata al passato: prendeva i mezzi pubblici perché ora sarebbe impossibile, se c’è una cosa più ferma della Chiesa sulle riforme civili è la metro di Roma. E poi se il motivo di tale abitudine era che gli piace la puzza che c’è nei mezzi pubblici all’ora di punta? Ipotesi che avvalorerebbe la tesi sul feticismo al punto 2.

7)   Ha detto: “Vorrei una Chiesa povera”. L’ha detto, ma non ha detto povera di cosa. Da vari punti di osservazione la Chiesa è già molto povera, sotto diversi aspetti.

8)   Ha fatto subito breccia nel cuore dei fedeli. E vabbè, è morto il Re, viva il Re.

9)   Ha pagato il conto dell’albergo. Dopo la sua elezione si è diffusa la foto del Papa alla reception di un albergo intento a pagare il conto con narrazioni d’accompagnamento tipo quella che segue: “Papa Francesco dopo aver visitato Santa Maria Maggiore si è recato alla Casa del clero di via della Scrofa dove abitava nei giorni del pre Conclave e ha pagato il conto per dare il buon esempio”. Che buon esempio: quando vai in albergo non te ne devi andare senza pagare?

10)  E’ stato il primo Papa che appena affacciatosi a salutare i fedeli li ha invitati a recitare un “Padre nostro” e un “Ave Maria”. Bé, tutti i migliori attori, comici o cantanti quando si trovano davanti al pubblico più importante della loro vita si affidano ai loro cavalli di battaglia.

Queste che avete letto non sono critiche al Papa ma critiche all’abitudine di dare giudizi superficiali e affrettati, ma temo che pochi siano arrivati a leggere qui, fino in fondo, e si siano fermati alla premessa o, al massimo, al punto 2 pensando: “Ma che vuole ‘sto stronzo?”, dando un giudizio superficiale e affrettato.
Sono sicuro che anche Lui non vorrebbe essere giudicato da queste cose ma da ben altro. Lui chi? Il nostro vicino di casa.

Adelmo Monachese

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